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Firenze

Galleria Uffizi e Musei di Firenze: Ticket e Prenotazioni

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Galleria degli Uffizi

David-Galleria dell'Accademia
Palazzo Pitti
Il Bargello
Cappelle Medicee
Palazzo Pitti-Galleria Palatina e App. Reali
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Palazzo Pitti - Galleria d'Arte Moderna
Opificio delle Pietre Dure
Giardino di Boboli
Palazzo Pitti-Galleria Costume
Palazzo Pitti-Museo Argenti
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Casa di Dante
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Galleria degli Uffizi
Museo Galleria Uffizi
La Galleria degli Uffizi, luogo dello spirito e della creatività, ove il genio fiorentino ed universale si esalta attraverso le opere ...
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David-Galleria dell'Accademia
Museo David Galleria Accademia
L'Accademia espone il celeberrimo David di Michelangelo, simbolo della libertà e dell'indipendenza ...
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Palazzo Pitti
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La grande reggia fiorentina nella quale storia, arte e natura si intrecciano ...
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Il Bargello
Museo Il Bargello
Splendido castello in pietra, custodisce le sculture più importanti del mondo di epoca rinascimentale ...
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Cappelle Medicee
Museo Cappelle Medicee
E' il luogo ove sono custodite le opere magnifiche di Michelangelo scolpite per il mausoleo dei Medici ...
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Palazzo Pitti-Galleria Palatina e App. Reali
Museo Palazzo Pitti Galleria Palatina e App Reali
Raccolta di preziose opere italiane e straniere dal XV sec. al XVIII sec. Raffaello, Tiziano, Rubens ...
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Museo di San Marco
Museo Museo San Marco
Antico convento del XIII sec., è il museo del Beato Angelico e accoglie una rarissima biblioteca di antichi manoscritti ...
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Museo Giardino di Boboli
E' il grandioso parco dell' universale fantastico che inaugura la stagione del giardino all'italiana ...
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Palazzo Pitti-Galleria Costume
Museo Palazzo Pitti Galleria Costume
La moda diventa arte in questa rara raccolta di costumi che vanno dal 1700 ad oggi ...
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RICOSTRUZIONE STORICA
L'inizio dei lavori sotto Cosimo dei Medici e Giorgio Vasari

La Galleria degli Uffizi  è ospitata in uno dei più interessanti e spettacolari siti monumentali di Firenze. L'edificio è composto da due bracci raccordati a sud da un corpo di fabbrica allineato con la  sponda dell'Arno e forma al suo interno un ampio cortile che si apre  sullo scenario di piazza Signoria e di Palazzo Vecchio, il cui insieme costituisce una delle più esclusive e singolari vedute  nell'ambito dell'architettura  dei centri storici italiani. 

L'edificio fu commissionato dal Granduca Cosimo I dei Medici all'architetto aretino Giorgio Vasari che chiamato da Roma a Firenze nel 1554,  fu negli anni a seguire uno dei maggiori interpreti  dei principali avvenimenti artistici della città,  oltre che scrittore e storiografo della vita artistica italiana d'allora con il superbo trattato delle “VITE”. 

Nel 1560  viene impostata la fabbrica degli Uffizi, destinata a divenire l'unica sede degli uffici delle tredici  più importanti magistrature fiorentine, collocate in precedenza in varie sedi della città, poste perciò sotto la  diretta sorveglianza del granduca , in modo da affiancare al Palazzo della Signoria una nuova sede governativa, in conseguenza all'accresciuto ruolo di  potenza politica e militare  che Firenze andava a svolgere  dopo la conquista di Siena (1555) e la nomina a Granduca di Toscana di Cosimo I (1569). Il complesso ideato come un'operazione urbanistica prima che architettonica, unisce spazialmente Piazza della Signoria e il fiume con un percorso aperto. Il complesso emerge dal selciato del cortile con una breve scalinata sulla quale è impostato il portico, di colonne dorico-toscane su piedistallo intervallate a pilastri, che si svolge per l'intero arco della  pianta, dilatando in tal modo la spazialità del cortile stesso. Il portico stilisticamente è molto innovativo in quanto introduce in architettura il sitema trilitico, colonne sormontate da architrave rettilineo, e si distacca decisamente dagli interventi del tempo che impiegavano al contrario  il collaudato sistema ad arco quale elemento di raccordo fra le colonne (Ospedale degli Innocenti di Filippo Brunelleschi, Spedale di Santa Maria Nuova di Bernardo Buontalenti ). I fronti dell'edificio sono scanditi da una tripartizione orizzontale, che ne sottolineano le caratteristiche di assialità e simmetria  oltre che di geometrica ritmia accentuata dai marcapiani oltre che dall'alternanza dei grigi della pietra serena e dal bianco dell'intonaco, e sono chiusi in alto da un pronunciato aggetto di gronda, tipico del tetto fiorentino, che esalta la veduta prospettica dell'organismo architettonico.

Il Granduca volle costruire anche una via segreta che collegava al coperto Palazzo Vecchio con Palazzo Pitti, diventato la residenza ufficiale della dinastia Medici in oltrarno dopo l'acquisto del maestoso palazzo da parte della moglie Eleonora di Toledo figlia del vicerè di Napoli.

A tale scopo il Vasari  ideò  e fece costruire in meno di un anno un percorso sopraelevato, che partendo da Palazzo Vecchio,  superata via Della Ninna con un ponte  sospeso, attraversa prima gli Uffizi, poi costeggia la sponda dell'arno raggiunta attraverso una lunga scalinata per  superare il forte dislivello,  di seguito scavalca l'Arno  passando sulla parte alta di Ponte Vecchio, ed infine  attraversando  vari quartieri nell'oltrarno giunge nel giardino di Boboli. Per le sue caratteristiche dimensionali e funzionali fu chiamato Corridoio Vasariano e fu l'unico percorso che ha consentito di unire le due sponde dell'Arno dopo che i ponti della città erano stati minati durante il secondo conflitto mondiale.

Il complesso oggi ospita la Galleria degli Uffizi uno tra i più importanti musei italiani e al mondo  per la cospicua quantità di opere raccolte oltre che per l'esclusivo valore storico , artistico  e documentale delle stesse, per cui ogni anno viene visitato da quasi 1.800.000  persone.

La ripresa dei lavori sotto Francesco I° e la direzione di Bernardo Buontalenti

Dopo la morte del Vasari, nel 1574, subentrò nella gestione della fabbrica degli Uffizi e nel suo completamento l'allievo Bernardo Buontalenti, architetto policromo dell'età manierista, artista di corte e amico fin dall'infanzia del nuovo Granduca Francesco 1° figlio di Cosimo. La direzione dei lavori fu condivisa con Alfonso Parigi il vecchio. Nel 1580 il complesso degli Uffizi poteva dirsi oramai completato. In questo periodo iniziò a prendere forma e contenuto il futuro indirizzo artistico del complesso, con l'allestimento sulla loggia dell'ultimo piano, divenuta coperta,  della galleria personale di Francesco 1°, ove vennero  conservate opere d'arte d'ogni genere, quali pietre dure, medaglie, statue antiche e moderne, oreficeria, bronzetti, armature, miniature, strumenti scientifici e rarità naturalistiche, ma anche ritratti della famiglia medici e di uomini illustri, ma principalmente la eccezionale collezione di dipinti del quattrocento ; si inaugurava in tal modo quella che diventerà la più antica esposizione museale dell'europa moderna. Il Buontalenti portò a termine anche il corridoio vasariano con il il completo raccordo tra palazzo Vecchio con il Giardino di Boboli a Palazzo Pitti. Nello stesso periodo tra il 1584-87 il Buontalenti realizzò all'interno degli Uffizi laTribuna ottagonale , destinata ad ospitare le opere più importanti della collezione medicea 

Nel 1583 Francesco I° incaricò il Buontalenti di trasformare la copertura a terrazza della Loggia dell'Orcagna, detta poi dei Lanzi per il soggiorno dei Lanzichenecchi nel 1527 durante il loro passaggio per Roma,  in un giardino pensile, purtoppo non arrivato fino ai nostri giorni, dove la corte si affacciava per assistere a concerti musicali ed altri intrattenimenti che venivano fatti in piazza.

All'interno degli Uffizi, il Buontaleni realizzò anche il Teatro Mediceo (1583 – 1586) in corrispondenza del primo e del secondo piano dell'ala orientale per il quale disegnava anche i costumi e le scenografie per i vari spettacoli che divennero famosi in tutta europa e costituirono un decisivo passo in avanti verso il teatro barocco italiano. Oggi il teatro è ancora riconoscibile nel Vestibolo, il resto smantellato sul finire del XIX sec. è stato suddiviso in due piani con la realizzazione di nuove sale espositive nella definitiva sistemazione dell'intervento commissionato al gruppo di architetti Michelucci-Scarpa-Gardella nel 1956.

Da Ferdinando I° alla fine della dinastia dei Medici

Sul finire del sec. XVI il Complesso degli Uffizi dal punto di vista architettonico è completato, ma continuano gli interventi di abbellimento degli interni, insieme alla raccolta di opere d'arte e l'afflusso di nuove attivita artistiche che ne determinano un luogo deputato alla conservazione oltre che all'esposizione .

Ferdinando I de' Medici (1587) , figlio di Cosimo I°, subentrato alla guida del Granducato di Toscana al fratello Francesco I°, dopo aver vissuto a Roma fino a 38 anni come cardinale, ove tra l'altro fondò Villa Medici acquistando molte opere d'arte,  arricchì la collezione degli Uffizi  con la cosiddetta “Serie Gioviana” , una raccolta di ritratti di uomini illustri eseguita dal pittore Cristofano dell'Altissimo presso il Vescovo di Como Paolo Giovio e inviata a Firenze,  che il Granduca volle spostare da Palazzo Vecchio agli Uffizi ; oggi è esposta in alto tra le travature delle gallerie delle statue. Fu inoltre allestita la Sala delle Carte Geografiche, ove sono rappresentate le mappe del Dominio Vecchio di Firenze, di quello nuovo di Siena e dell'Isola d'Elba. Ferdinando I° volle trasferire nelle sale degli Uffizi l'Opificio delle Pietre Dure e vi insediò nell'ala d'occidente anche laboratori artistici per la manifattura della porcellana, dell'orifeiceria e della miniatura.

Frattanto un'altra importante collezione di armi ed armature si affianca alla zona della manifattura occupando fino a sette stanze e viene anche allestita una sala per la conservazione delle preziose pietre intagliate appartenenti alla dote della moglie del granduca Cristina di Lorena. 

Sul finire del sec.XVI ai soffitti degli Uffizi si avvicendarono grandi artisti del tempo che impreziosirono le sale e i corridoi con affreschi, fra questi meritano di essere ricordati Federico Tempesta ed Alessandro Allori autori di figure “grottesche”. Di Ferico Zucchi invece furono esposte tele a sfondo mitologico nella sala delle Carte Geografiche. Nel 1591 il Granduca Ferdinando I de' Medici dispose di aprire la Galleria ai visitatori, ma solo su richiesta. Dopo la morte di Ferdinando I avvenuta nel1609,  la Galleria non acquisisce altre raccolte fino a quando Vittoria delle Rovere, ultima discendente dei Duchi di Urbino e moglie di Ferdinando II de' Medici granduca di Toscana, trasferisce a Firenze la cospicua dote di opere d'arte comprendenti dipinti di Piero della Francesca, Raffaello, Tiziano, Federico Barocci.

Nello stesso periodo il fratello del Granduca Cardinale Leopoldo de' Medici grande collezionista di dipinti e libri rari (il suo bibliotecario fu Antonio Magliabechi), fondatore dell'Accademia del Cimento nel 1657, porta a Firenze opere  di scuola veneta (sua è gran parte della collezione di pittori veneti agli Uffizi ), di disegni, miniature, statue, monete e autoritratti che adornano oggi insieme ad altri il Corridoio Vasariano .

Sotto Cosimo III de' Medici fu dato un forte impulso alla valorizzazione delle volte delle sale e dei corridoi ad opera di Giovanni Nicola Nasini e Giuseppe Tonelli ; in particolare viene valorizzato il braccio di collegamento del cortile difronte alla sponda dell'Arno.

Il Duca Cosimo continua l'attività che ha caratterizzato oramai tutto il ramo de' Medici acquistando tra l'altro molti quadri fiamminghi comprendenti numerosi Rubens . Anche la raccolta statuaria registra l'acquisizione della celeberrima Venere Medici, tra le più note sculture esposte in Galleria, un originale nudo di statua greca ellenistica in marmo, che il granduca decise di esporre  nella Tribuna degli Uffizi.

L'ultima dei Medici e il “Patto di Famiglia”

La dinastia dei Medici si estinse con Gian Gastone (9. luglio.1737) non lasciando altri eredi, per cui secondo gli accordi fra i potenti delle corti europee, il titolo granducale passò al duca di Lorena.

La sorella di Gian Gastone, l'Elettrice Palatina Anna Maria Luisa, ultima dei Medici rimasta in vita, ereditò le gallerie d'arte alle quali rivolse un' amorevole attenzione.

Fu proprio questa passione per l'arte oltre che la lunga tradizione di famiglia a portarla a compiere l'atto che la rese famosa nella storia di Firenze e fu una vera fortuna per la città, anche sotto il riflesso del suo futuro economico; difatti il 31 ottobre 1737 Anna Maria Luisa stipulò con la nuova dinastia regnante il cosiddetto "Patto di Famiglia" che sanciva che i Lorena non potevano portare fuori dalla capitale e dallo Stato del Granducato … “Gallerie, Quadri, Statue, Biblioteche, Gioie ed altre cose preziose della successione” granducale ma che dovevano invece rimanere per “ ornamento dello Stato, per utilità del Pubblico e per attirare la curiosità dei Forestieri”.  

Con questo patto integralmente rispettato dai Lorena, Anna Maria Luisa permise a Firenze di non sacrificare nessuna opera d'arte e di non cadere nello stesso destino toccato ad altre corti italiane, quali Mantova e Parma, Ferrara ed Urbino , che alla scomparsa del loro casato regnante furono praticamente spogliate dei loro tesori d'arte.

La Galleria degli Uffizi sotto il Granducato dei Lorena

Nel 1769 il granduca Pietro Leopoldo I°, inaugura una politica moderna del governo dello stato ed in questo contesto decide nel 1769 di aprire al pubblico la Galleria degli Uffizi affidandone la gestione della direzione all'esperto Giuseppe Pelli Benivenni nella cui instancabile opera fu coadiuvato dall'abate Luigi Lanzi. Seguendo lo spirito illuminista del tempo furono introdotte molte innovazioni e un riordino generale delle sale espositive che inagurarono una nuova concezione del museo e una sua diversa funzione, in ogni sala “ un proprio genere di cose o al più due” fu la regola razionalista che si impose. In effetti le sale espositive furono ordinate per “soggetto” dislocando in altri luoghi o musei cittadini oggetti d'arte antica , di arte minore , strumenti scientifici, armeria, superando in tal modo il concetto della raccolta e della conservazione tipico dei periodi precedenti, divenendo in tal modo la Galleria il luogo deputato dell “Pittura”. 

A partire dal 1793 il Granduca, grazie alla sua parentela con la casa degli Asburgo - Lorena fece arrivare dalla Galleria Imperiale di Vienna una serie di preziosissimi quadri appartenenti a Tiziano, Giovanni Bellini, Giorgione, Durer, scambiati con altre opere fiorentine, ma senza dubbio fu Firenze a trarne il maggior vantaggio da questa operazione.

Nel 1781 venne allestita da Gaspare Maria Paoletti la Sala della Niobe ove vennero collocate un gruppo di antiche statue di epoca romana provenienti da Villa Medici a Roma, rinvenute nel '500 nel Tempio di Apollo, raffiguranti la sposa del re di Tebe e i suoi sfortunati figli, uccisi da Apollo e Artemide a cui era stato ordinato di farlo, per gelosia, dalla madre Latona. La sala negli anni recenti, dopo accurati restauri e consolidamenti strutturali è stata riaperta al pubblico nel 2012 e contiene anche quattro monumentali tele di cui due appartenenti al Rubens.

Nella prima metà del sec. XIX il cortile degli Uffizi si arricchisce di 28 statue marmoree che vengono collocate in nicchia nei pilastri del portico. Raffigurano illustri personaggi toscani, quali Giotto (di Giovanni Duprè), Michelangelo (di Emilio Santarelli), Macchiavelli (di Lorenzo Bartolini), eseguite da artisti di età contemporanea.

La Galleria degli Uffizi dopo l'Unità d'Italia

Dopo l'unità d'Italia la Galleria degli Uffizi si avvia a consolidare la sua missione di centro espositivo delle pittura. In effetti sul finire del XIX secolo si arricchisce del nuovo arrivo di opere provenienti dall'arcispedale di S. Maria Nuova, la cosidetta “quadreria”, comprendente il grande Trittico del Portinari, grande olio su tavola dedicato all'adorazione dei pastori, dipinto a Bruges dal celebre pittore fiammingo Hugo van der Goes intorno al 1477 su commissione del banchiere fiorentino Tommaso Portinari.

Con l'arrivo di ulteriori opere dalle chiese e dalle soppressioni ecclesiastiche, si vengono a rafforzare periodi d'arte non presenti nella antica raccolta della Galleria, quali il Trecento ed il Primo Quattrocento e conseguentemente si punta decisamente verso raccolte di alta qualità e storicamente complete.

Nel 1967 sotto il soprintendente Nello Bemporad con la seconda scala si realizza l'idea di un percoso museale nuovo da tempo inseguito, che consente ai visitatori un percorso di visita continuo fino all'uscita evitando di tornare a ritroso fino all'ingresso.

Poco dopo si registra l'arrivo di una parte della consistente raccolta realizzata in vita dal Conte Alessandro Contini Bonacossi, che viene donata allo Stato (1969) . La donazione comprende 35 dipinti con importanti opere di Andrea del Castagno, Giovanni Bellini, sculture quali il martirio di San Lorenzo di Bernini, stemmi dei Della Robbia, mobili, maioliche.

Il progetto contemporaneo dei “Grandi Uffizi”

Sul finire del xx sec. si registra una occasione di importanza storica per il complesso degli Uffizi che lo porterà a diventare il più grande polo museale europeo. Con lo spostamento dell'Archivio di Stato dal primo piano degli Uffizi e dei depositi del piano terra nella nuova sede di Piazza Beccaria, si è venuta a determinare una grande disponibilità di nuovi ambienti. A partire dagli anni '90 e fino ai primi anni del 2000 è stato allestito conseguentemente il progetto dei “Nuovi Uffizi” subentrato a quello dei “Grandi Uffizi” pensato da Bemporad che è stato opportunamente rivisto e cantierizzato in due fasi: la prima ( già in corso di esecuzione con gara d'appalto nel 2006) prevede il recupero di nuovi spazi espositivi al piano primo e al piano terra, con incremento della superficie totale espositiva dagli attuali 5400 mq a circa 12000 mq. con l'impiego della grande raccolta dei dipinti conservati nei depositi oltre quelli disponibili nel Corridoio Vasariano. Il progetto contempla inoltre l'adeguamento del sistema impiantistico, il potenziamento di quello di sicurezza, l’incremento dei servizi di supporto e dei laboratori, la revisione degli spazi dedicati al personale di servizio e la modifica e il potenziamento dei percorsi di visita. A tale scopo vengono inglobati immobili in continuità con l'originale complesso vasariano , quale il Palazzo dei Veliti su Piazza Castellani, dove viene progettata una nuova uscita su progetto dell' arch. Isozaki vincitore del concorso internazionale.

Il secondo intervento prevede la realizzazione di una sezione destinata alla statuaria da collocare al piano terra nel braccio di ponente, l’inserimento di una nuova area per l'accoglienza, il ristoro ed il book shop dei visitatori da collocare nell’area delle ex Poste Reali ed infine l’adeguamento del Corridoio Vasariano alle norme di sicurezza, funzionale ad una migliore fruizione dei due compessi museali, Uffizi- Pitti. Il progetto dei Nuovi Uffizi a lavori ultimati porterà ad un assetto completamente nuovo della Galleria, con una diversa distribuzione e potenziamento dei percorsi di visita per un migliore apprezzamento delle opere esposte. Oggi il primo piano conserva le opere del Seicento , come la sala di Caravaggio e dei caravaggeschi, e vi si svolgono le esposizioni temporanee più importanti.

 
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